Avvalorate strategie SEO ci rivelano come utilizzare i Tag Header. Partiamo dal considerare che, nonostante non siano più così fondamentali per il posizionamento, rivestono un ruolo molto importante sia per gli utenti che per la SEO stessa. Rendono, infatti, i contenuti più accessibili e divertenti, fornendo un contesto ricco di parole chiave.

Scopriamo insieme, col prezioso supporto del SEJ (Search Engine Journal – Guida Completa al SEO On-Page), come ottimizzare in maniera efficace i Tag Header, assolvendo ad un compito basilare nella tua attività SEO. In breve, rispetta le seguenti regole per avere dei Tag Header efficaci:

  1. fornisci la struttura dell’articolo;
  2. scandisci il testo per contenuto;
  3. inserisci parole chiave;
  4. ottimizza per i featured snippet;
  5. crea una pagina che abbia un solo H1;
  6. mantieni la coerenza;
  7. sii interessante.

Continua a leggere per scoprire i nostri 7 utili consigli SEO per ottimizzare i tuoi Tag Header.

7 suggerimenti per l’ottimizzazione dei tuoi Tag Header

Se vuoi definirti un SEO a tutti gli effetti, non puoi permetterti di non ottimizzare i Tag Header.

Ecco per te sette suggerimenti per ottimizzarli, attraverso contenuti facili e scorrevoli da leggere e parole chiave mirate.

  1. Utilizza i Tag Header per fornire la struttura

I Tag Header forniscono struttura e contesto per il tuo articolo, perciò hanno il compito di fornire al lettore un’idea dei contenuti. Per essere certo di aver scelto in modo appropriato il tuo titolo, prova a confrontarlo col sommario di un libro di saggistica e verifica che:

  • il tuo H1 introduca l’argomento della pagina, proprio come un titolo;
  • gli H2 siano simili a capitoli di libri, descrivendo gli argomenti principali che tratterai nelle sezioni dell’articolo;
  • i successivi titoli, da H3 a H6, servano come sottotitoli aggiuntivi all’interno di ciascuna sezione, così come un capitolo del libro può essere suddiviso in più sotto-argomenti.
  1. Usa i Tag Headers per spezzare il testo

Un articolo suddiviso in parti è più facilmente leggibile e ha, quindi, maggiori probabilità di posizionarsi bene nei motori di ricerca. Dalle indagini risulta che solo il 16% degli utenti di Internet legge un articolo parola per parola, mentre il resto ricerca il contenuto osservandone gli elementi in evidenza, perché risulta più semplice e veloce. In base a ciò, le statistiche ci dicono che un articolo scandito per tematiche ha il 58% di probabilità in più di successo e i suoi lettori tendono e rimanere sulla pagina, anziché fare zapping su Google. Sono generalmente anche più attivi nella condivisione, generando così un sistema di backlink utili al posizionamento.

3. Includi le parole chiave nei tuoi Tag Header Nonostante i Tag Header non abbiano un impatto così decisivo sulla tuo SEO, Google presta loro molta attenzione e, come sempre, richiede la presenza di parole chiave al loro interno. Questo ovviamente non significa che tu debba inserirle in modo forzato. Fallo con criterio e senza esagerare. Il tuo articolo deve contenere parole chiave pur rimanendo leggibile. Non devi mai dimenticare, infatti, che la tua pagina deve essere scorrevole e piacevole e che l’esperienza dell’utente (User Experience o UX) si traduce in una buona SEO.

4. Ottimizza per i Featured Snippet Una situazione in cui i Tag Header sembrano avere un impatto positivo sulla SEO è con i Featured Snippet, in particolare in due modi:

  • il primo è ottimizzando il tuo Tag Header per una parola chiave di ricerca vocale a coda lunga e rispondendo alla query con un testo all’interno di un paragrafo <p>;
  • il secondo è utilizzando titoli più brevi e consecutivi per delineare diversi elementi dell’elenco. Google utilizza questi titoli per creare gli snippet a elenco puntato e numerato.

Vuoi provare ad avere accanto professionisti del contenuto?

  1. Utilizza solo un H1

Infrangiamo un comune mito SEO: anche se Google afferma che è possibile utilizzare più di un H1 nella stessa pagina, ciò non significa che sia una buona pratica SEO. Gli H1 sono grandi e sembrano titoli, perciò potrebbero confondere il lettore. Puoi assicurarti di non avere più di un H1 in ciascuna pagina, eseguendo un controllo tramite strumenti come Screaming Frog. Seleziona H1 per vedere già al colpo d’occhio se hai pagine prive o con più di un H1. Quindi fai clic sul menu a discesa Filtro per intervenire su quelli che desideri correggere.

  1. Mantieni i tuoi Tag Header coerenti

Una buona regola generale per l’UX è mantenere un’esperienza coerente per gli utenti e, se un sito funziona, deve riuscirci nei minimi dettagli, seguendo queste linee:

  • se scegli di utilizzare il formato maiuscolo, mantienilo nei Tag Header di tutte le pagine e fai altrettanto se opti per il minuscolo;
  • tieni i titoli sul lato più corto;
  • non riempirlo di parole chiave;
  • trattalo come un mini-titolo per la sezione di testo seguente;
  • mantieni i tag header circa della stessa lunghezza dei tag title (70 caratteri più o meno).

Più riesci ad indirizzare le aspettative dei tuoi visitatori e a renderli soddisfatti, maggiore sarà il successo del tuo sito.

  1. Rendili interessanti

Questa regola vale per tutto il tuo copywriting, non solo per gli Header:

  • In bozza puoi permetterti di mettere header banali per creare la tua struttura, ma dopo devi controllarli meticolosamente prima di pubblicarli per renderli veramente interessanti per i lettori.
  • Essi rendono un articolo individuabile per settori, ma devono anche incuriosire e incoraggiare i visitatori a proseguire nella lettura.
  • Dai particolare importanza al tuo tag H1, perché gli utenti ne siano attratti. Proprio dalla sua efficacia dipende la capacità del tuo sito di trattenere l’utente sulla pagina e di risultare interessante.

Per concludere, possiamo dire che è basilare prestare moltissima attenzione ai Tag Header. Per essere un perfetto SEO expert, infatti, non puoi trascurare nulla: stai attento a come usi i tuoi Tag Header e le energie spese saranno ben ripagate!

Ci piacerebbe scrivere contenuti per aiutarti nel tuo business

Sabrina Santoro

Sabrina Santoro

Copywriter

Sono una copywriter per il web. Questo dovrei rispondere a chi mi chiede di cosa mi occupo. Però ho sempre timore che questo connubio di vocaboli confonda il mio interlocutore e, a dirla tutta, ne sono talmente orgogliosa, che a volte mi domando se non sia un po' presuntuoso definirmi tale.

Fin da piccola mi hanno insegnato che le parole hanno un peso, così ho pian piano imparato a ponderarne bene il significato e le loro conseguenze. Esse influiscono sull'umore, trasmettono un'impressione del nostro carattere, generano pace o disaccordo e curano l'anima. Una parola usata bene, può fare magie. È questa variante di "parola magica", che spero che mio figlio, ancora in età da elementari, impari ad usare con onestà e coerenza.
Sono un' irriducibile chiacchierona e la scrittura è il mio riscatto. Mi piace riuscire a ridurre all'essenziale i pensieri e metterli su carta, o su schermo ormai. Scegliere la parola giusta, quella perfetta per ciascun contesto è un'arte, che mi affascina e a cui la nostra lingua si presta, con termini dalle infinite sfumature.

Nasco traduttrice per passione, perché amo tutte le lingue, dalla mia a quelle straniere composte da suoni così fluidi. Sono una melodia soprattutto quando non riusciamo a discernerne il significato ed è questo che ho sempre amato: entrare in quella musica di cui ciascun madrelingua assapora le note ad una ad una. Domino in maniera agile l'Inglese, il Francese e l'Arabo principalmente Egiziano. Amo lo Spagnolo, che non riesco a possedere interamente per la troppa vicinanza con l'Italiano e me la cavo in una conversazione familiare in Dhivehi. Anche mio marito parla le lingue più diffuse nel mondo, tra cui anche il Portoghese e si destreggia signorilmente tra Greco moderno e Tedesco. Scherzando, ci piace dire che in due copriamo le intere esigenze linguistiche del pianeta!