Sempre con l’aiuto della prestigiosa rivista digitale SEJ, scopriamo come identificare e eliminare la cannibalizzazione delle parole chiave per migliorare la tua SEO.

Precisiamo che non è vero che il tuo posizionamento sarà migliore se inserisci la stessa keyword su più pagine. Rischi, al contrario, di compromettere la tua SEO, competendo con te stesso. Di conseguenza, ogni pagina avrà un CTR inferiore, un’autorità ridotta e tassi di conversione minori rispetto ad una consolidata. Non mostri a Google l’ampiezza o la profondità delle tue conoscenze e non migliori l’autorità del tuo sito per quella specifica query, ma chiedi al motore di ricerca di scegliere quale tra le tue pagine ritiene più adatta alle parole chiave corrispondenti.

Ad esempio, se il tuo sito web vende calzature e l’unica keyword che scegli come target è “scarpe”, stai essenzialmente dicendo a Google che ogni pagina ha lo stesso contenuto, indipendentemente dal fatto che si tratti di scarpe da trekking, tennis, ginnastica, ecc…

Continua a leggere per scoprire come eliminare la cannibalizzazione e potenziare il tuo posizionamento.

6 Effetti negativi della cannibalizzazione delle parole chiave    

Analizziamo ora i 6 effetti negativi che la cannibalizzazione delle parole chiave può avere sulla tua SEO.

Purtroppo, questa pratica ha esiti potenzialmente disastrosi sulla tua SEO, spesso senza che tu riesca nemmeno a rendertene conto.

Potresti anche essere contento di vedere una delle tue pagine in quinta o sesta posizione, senza renderti conto che una di esse, se autorevole, verrebbe probabilmente posizionata più in alto e convertirebbe meglio, se non fosse vittima della tua stessa cannibalizzazione.

Le conseguenze pratiche sono chiare: perdita di traffico sul sito, query che portano alla pagina sbagliata, classifiche SERP fluttuanti e, non ultimo, perdita delle vendite.

Scopriamo insieme cosa accade nel dettaglio.

  1. Diminuzione dell’autorità pagina: hai diviso il tuo CTR in più pagine moderatamente pertinenti, trasformandole in concorrenti.
  2. Diluizione di link e anchor text: i backlink, anziché andare a una fonte di informazione consolidata, vengono suddivisi tra due o più pagine. Allo stesso modo, il testo di ancoraggio e i collegamenti interni conducono i visitatori a più pagine anziché a una potente sull’argomento.
  3. Google potrebbe erroneamente svalutare la pagina più pertinente: le parole chiave sono uno dei modi principali in cui aiutiamo il motore di ricerca a capire di cosa parliamo. Se tutte le tue parole chiave sono uguali, Google cerca di individuare quale pagina sia la più adatta e se i tuoi contenuti sono troppo simili, rischia di sbagliare.
  4. Spreco del tuo Crawl Budget, ossia dell’insieme di risorse che il motore di ricerca decide di dedicare a un determinato sito in un periodo di tempo prestabilito.La cannibalizzazione delle parole chiave comporta la scansione e l’indicizzazione anche di quelle non necessarie. I siti di piccole dimensioni probabilmente non noteranno alcuna differenza o non dovranno mai preoccuparsi delle loro risorse di scansione, ma i grandi siti di e-commerce o i fornitori con più prodotti la avvertiranno chiaramente.
  5. È un segno di scarsa qualitàdi contenuto: la cannibalizzazione indica ai tuoi utenti che i tuoi contenuti sono probabilmente problematici e invia a Google errate segnalazioni su di essi.
  6. Il tuo tasso di conversione soffrirà, perché, inevitabilmente, una pagina verrà convertita meglio delle altre. Invece di indirizzare nuovi utenti su quella pagina e renderla il più autorevole possibile, perdi potenziali contatti quando arrivano su pagine meno pertinenti.

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Come identificare e risolvere il problema

Fortunatamente, quando riesci a identificare la cannibalizzazione delle parole chiave, risolvere il problema è facile.

Realizza un foglio di calcolo che elenca tutti i tuoi URL importanti e le keyword associate. Scorri l’elenco e cerca eventuali keywords duplicate. Se ne noti qualcuna, probabilmente stai soffrendo di cannibalizzazione.

Nota che può verificarsi anche se le meta informazioni nei tag del titolo hanno le stesse parole chiave, quindi ricontrolla anche quelle.

Ora è il momento di intervenire!

Il più delle volte, la cannibalizzazione riguarda semplicemente l’organizzazione, ma talvolta potrebbe essere necessaria la rottura dei 301 o delle più recenti landing page.

Ti mostriamo cinque possibili soluzioni alla cannibalizzazione delle parole chiave.

  1. Ristruttura il tuo sito Web: la soluzione più semplice è spesso quella di prendere la tua pagina più autorevole e trasformarla in una pagina di destinazione che si collega ad altre. Per esempio, se promuovi calzature, puoi rendere “scarpe” la pagina di origine e collegare tutte le varianti più specifiche ad essa.
  2. Crea nuove landing pages per potenziare tutte le pagine dei prodotti in un unico posto. Essa fungerà da pagina di origine e link a tutte le tue varianti, che, per esempio, nel nostro caso potrebbero essere “scarpe da trekking” e “scarpe da ginnastica per uomo”.
  3. Consolida i tuoi contenuti: se le tue pagine non sono abbastanza uniche, combinale in una soltanto.
  4. Trova nuove keyword: infine, se sei riuscito a creare pagine molto diverse e ricche di contenuti, forse hai solo una strategia di parole chiave pianificata male, che devi rinnovare.
  5. Usa reindirizzamenti 301: anche se in genere sconsigliamo di utilizzarne troppi, essi possono essere utili. Ti consente di consolidare il contenuto cannibalizzato collegando tutte le pagine meno rilevanti a una singola più autorevole. Tieni presente, tuttavia, che questa tattica è adatta solo dove sono presenti contenuti simili e corrispondenti a query con parole chiave specifiche.

Questi interventi risolveranno la maggior parte dei casi di cannibalizzazione, ma se gestisci un Website di e-commerce, devi prestare particolare attenzione. In questo caso potrebbe capitare che il tuo CMS separi i prodotti di dimensioni e colori variabili, creando pagine diverse per ogni variazione di prodotto. Puoi limitare l’indicizzazione di ciascuna pagina duplicata utilizzando i tag robots.txt o <meta name = “robots” content = “noindex”>, oppure con URL canonici per consolidare i segnali di collegamento per il contenuto duplicato.

Questa pratica oggi più diffusa che mai.

Ironia della sorte, le sue vittime sono di solito webmaster che riconoscono l’importanza della SEO, ma mentre intendono ottimizzare un sito, non sanno “parlare” perfettamente la lingua di Google.

Fortunatamente, se il tuo sito web sta cannibalizzando le sue parole chiave target, le soluzioni non sono difficili da trovare e il danno non è permanente.

Con gli strumenti giusti e dandoti da fare, puoi dare al tuo SEO un meritato impulso ed evitarne la cannibalizzazione.

 

 

Vuoi capire se il tuo sito è posizionato nella SERP corretta?

Sabrina Santoro

Sabrina Santoro

Copywriter

Sono una copywriter per il web. Questo dovrei rispondere a chi mi chiede di cosa mi occupo. Però ho sempre timore che questo connubio di vocaboli confonda il mio interlocutore e, a dirla tutta, ne sono talmente orgogliosa, che a volte mi domando se non sia un po' presuntuoso definirmi tale.

Fin da piccola mi hanno insegnato che le parole hanno un peso, così ho pian piano imparato a ponderarne bene il significato e le loro conseguenze. Esse influiscono sull'umore, trasmettono un'impressione del nostro carattere, generano pace o disaccordo e curano l'anima. Una parola usata bene, può fare magie. È questa variante di "parola magica", che spero che mio figlio, ancora in età da elementari, impari ad usare con onestà e coerenza.
Sono un' irriducibile chiacchierona e la scrittura è il mio riscatto. Mi piace riuscire a ridurre all'essenziale i pensieri e metterli su carta, o su schermo ormai. Scegliere la parola giusta, quella perfetta per ciascun contesto è un'arte, che mi affascina e a cui la nostra lingua si presta, con termini dalle infinite sfumature.

Nasco traduttrice per passione, perché amo tutte le lingue, dalla mia a quelle straniere composte da suoni così fluidi. Sono una melodia soprattutto quando non riusciamo a discernerne il significato ed è questo che ho sempre amato: entrare in quella musica di cui ciascun madrelingua assapora le note ad una ad una. Domino in maniera agile l'Inglese, il Francese e l'Arabo principalmente Egiziano. Amo lo Spagnolo, che non riesco a possedere interamente per la troppa vicinanza con l'Italiano e me la cavo in una conversazione familiare in Dhivehi. Anche mio marito parla le lingue più diffuse nel mondo, tra cui anche il Portoghese e si destreggia signorilmente tra Greco moderno e Tedesco. Scherzando, ci piace dire che in due copriamo le intere esigenze linguistiche del pianeta!

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