Sono una copywriter per il web ed esserlo significa per me avere l’opportunità di vivere facendo la cosa che preferisco fare: scrivere.

Scrivo di libri, cibo, sostenibilità ambientale e di ciò che mi appassiona. Mi piace condividere buone pratiche, fare conoscere eventi interessanti e dare voce a notizie positive, che possano essere di ispirazione e guida per gli altri.

Scrivere è l’attività che mi ha accompagnato per tutta la vita, a volte in modo totalizzante, a volte in modo meno evidente.

Da bambina sono stata una grande sceneggiatrice di storie ambientate a Topolinia e Paperopoli, di avventure di pirati e piratesse, di scontri epici tra umani e venusiani. Quaderni e quaderni di frasi copiate dalle mie letture di allora e adattate a palinsesti che inventavo di sana pianta.

La vena per le sceneggiature si esaurì con la fine delle elementari, che coincise con la fine dell’età dell’innocenza. Basta imitare lo stile degli altri; volevo uno stile tutto mio. Iniziò così la fase del romanziere in erba.

Durante l’estate tra la prima e la seconda media scrissi un romanzo breve, quelle che ora si chiamano short stories. La protagonista femminile, ispirata al personaggio di Candy White Andrew, si innamorava perdutamente del figlio di un vignaiolo (nelle intenzioni questa doveva essere la novità rispetto alla serie televisiva) e viveva un amore travagliato. Tra incisi, cancellature e asterischi il romanzo arrivò a pagina 40 e fui così soddisfatta del mio lavoro da pensare a un titolo evocativo con cui presentarlo ai lettori: “L’estate dell’uva fragola”.

La stroncatura di mio fratello, primo e unico lettore del manoscritto, mandò in frantumi la convinzione di poter essere considerata un’autrice esordiente. Ripiegai sul diario, una forma di scrittura intimistica che non correva il rischio di essere criticata, perché non era nata per essere data in pasto al pubblico.

La scrittura dei diari mi tenne occupata per buona parte dell’adolescenza, insieme a temi e tesine scolastiche. Poi vennero gli anni dell’università e dell’approccio alla scrittura scientifica. Ma non ero soddisfatta nemmeno di quella.

Vuoi provare ad avere accanto professionisti del contenuto?

Dopo la laurea, mi iscrissi a un master in “E-business e online communication” e lì ci fu la svolta.
Scoprii che esisteva uno stile semplice e utile, nato per catturare e mantenere l’attenzione del lettore, basato su regole ben precise che valorizzano i contenuti e li promuovono. Un modo di scrivere chiaro, che arriva al punto senza giri di parole, che risponde alle domande del lettore in modo comprensibile ed esaustivo e lo tiene incollato alla pagina fino alla fine. Uno stile che non permette margini di interpretazione e che cancella il superfluo, mirando all’essenziale.

In quel momento, decisi che volevo imparare a scrivere per il web.

Gli inizi non sono stati facili. Mi capitò di dover parlare di auto di grossa cilindrata e di televisori, di vestiti e di menù di mense, di tappeti e di costumi di carnevale. Erano temi lontani dalla mia formazione accademica e, per me, poco interessanti. Lo stile, poi, risentiva molto della mia formazione umanistica: subordinate, nominalizzazioni, incisi, gerundi.

Poi, studiando ed esercitandomi, ho scoperto che ogni argomento ha un lato quanto meno interessante e che scrivere in modo efficace per il web è piacevole e riserva tante soddisfazioni. Pian piano mi sono avventurata in una scrittura in cui ogni sostantivo, ogni aggettivo, ogni verbo vanno pensati e soppesati, e in uno stile levigato e diretto.

Questa tecnica di scrittura mi ha così appassionato che l’ho applicata ai temi di cui mi interessa parlare. Da alcuni anni ho due blog: uno sui libri e le tecniche di promozione della letteratura per ragazzi e l’altro sulla tradizione culinaria della mia città, Bologna. Curo anche una rubrica su due magazine online in cui recensisco le novità editoriali rivolte ai giovani lettori.

Se guardo al percorso fatto finora, non posso non pensare a un passo dell’autobiografia di Carl Gustav Jung, il grande psichiatra, psicoanalista, antropologo, filosofo svizzero morto nel 1961. Diceva più o meno così:

“Non ho un giudizio definitivo su me stesso e la mia vita. Non vi è nulla di cui mi senta veramente sicuro. Non ho convinzioni definitive, proprio di nulla. Ma nonostante tutte le incertezze, sento una solidità alla base dell’esistenza e una continuità nel mio modo di essere.”

Questo fondamento che sta alla base dell’essere, per me, è la scrittura.

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Francesca Fughelli

Francesca Fughelli

Senior web architect

Mi occupo di comunicazione online efficace e coinvolgente per biblioteche, archivi storici e istituzioni culturali.
Per molti anni mi sono occupata della sala ragazzi di una biblioteca di pubblica lettura.

Da quell’esperienza è nato il mio blog  Libringioco in cui racconto e recensisco i libri per ragazzi che leggo. Nel tempo libero scrivo, cucino, viaggio e vado a zonzo col cane.

Francesca Fughelli partecipa al progetto "Bloginrete" e fa parte de LeROSA.

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