Come ogni anno esce il meraviglioso rapporto di Searchmetrics sui fattori di ranking da tenere in considerazione. Il 2017 si prospetta un anno veramente molto interessante.

Attenzione, come dico sempre, è una ricerca basata sull’esplorazione di dati che non provengono da Google. Questo significa che devono essere interpretati come “tendenza” e non come oro colato.

Stiamo, però, parlando di nove anni di raccolta dati e 250 billioni di “pieces of information”. Non è propriamente statistica della porta accanto.

La prima considerazione che posso fare è che noi SEO specialist dobbiamo veramente virare e occuparci di comprendere il web a 360 gradi.

E’ sempre più palese che ci spostiamo verso l’esperienza adattabile per l’utente, un mondo di variazioni notevoli, in cui non basta più la tecnica. Ci vuole tanta strategia, olio di gomito e sudore della fronte.

searchmetrics 207 rilevanza contenuto fattore ranking

Fig.1 pag.13 whitepaper searchmetrics

Il motore di ricerca è il migliore solo se ci restituisce IL risultato che ci interessa e, per farlo, bisogna studiare il comportamento umano. Rankbrain cresce con noi.

Piantiamola di pensare solo a Google, studiamoci e potremo avere maggiori possibilità di essere primi nei motori di ricerca.

A pagina 16 arriva proprio il focus su come il contenuto diventa sempre più importante: non basta scrivere. Bisogna studiare per farlo.

Stiamo parlando di Olistica: per descrivere un argomento nella sua interezza bisogna prendere in considerazione anche le parti che lo compongono.

Ecco che ci viene in aiuto la semantica:

  • definizione di campo semantico dell’argomento da trattare;
  • argomenti correlati per poter sviluppare ciò che definisce il contenuto in senso più ampio;
  • ricerca di sinonimi, ontologie laterali e co-occorrenze per spiegare un concetto nella maniera più variabile possibile.

Sia qui con il mio BonSEO che si impegna a raccontarti come scrivere SEO che nel corso di SEMrush, ho iniziato a trattare l’argomento partendo dall’insieme (l’alberatura) per scendere allo specifico (i contenuti).

E’ con immenso piacere che ora lo vedo veramente scritto nero su bianco.

Non solo Searchmetrics, ci dice chiaramente che è importante soddisfare entrambi gli intenti di ricerca:

  • informazione: attraverso l’uso di parole che definiscono velocemente ciò che vogliamo trovare e che svelano un utente molto più capace di esplorare i contenuti;
  • ispirazione: attorno all’intento informazionale si sviluppano ricerche legate ai consigli, idee, spunti di riflessione. Qualcosa di ancora indefinito ma che prenderà forma da ciò che viene letto.

Ecco perché, quando mi rapporto con i miei clienti, spiego l’importanza di sviluppare una struttura contenutistica che lavori su parole a coda corta, per la parte legata all’informazione e si concentrino poi a raccordare code lunghe per sviluppare l’intenzione.

Per capire di cosa sto parlando ti chiedo di leggere la teoria di Rosch nell’articolo “Scrivere SEO – la struttura del sito” ti sarà più chiaro il concetto.

l’utente ha imparato a rendere più specifica la propria ricerca, la query si allunga. Nessuno cercherebbe più “hotel firenze” saprebbe di trovare millemila risultati non interessanti.

Non ti nascondo l’emozione di leggere la seguente frase “This year, Searchmetrics is introducing a new ranking factor: content relevance

E ancora, leggiamo, che per poter comprendere il testo bisogna cambiare atteggiamento. E’ la prossimità tra le parole che genera l’intento di ricerca.

Se vogliamo essere posizionati per SEO specialist, non basta ripetere la parola nel testo. In linea teorica potremmo anche omettere, ma dobbiamo avvicinare parole che determinino  l’unicità di quel contenuto.

Dobbiamo parlare di:

  • posizionamento organico nei motori di ricerca
  • contenuti ottimizzati
  • search engine optimization
  • fattori di ranking

E via così.

La pertinenza è sempre più importante. Tutto il testo deve urlare il focus che stiamo proponendo.
Ti lascio con il seguente grafico:

correlazione contenuto rilevante complessivo

Fig.2 pag.21 whitepaper searchmetrics – indice di correlazione per contenuto rilevante complessivo

In cui si palesa un segno positivo di correlazione tra le prime posizioni e la presenza di contenuto rilevante e, quindi pertinente, nella pagina di atterraggio. Ma ciò che diventa sempre più interessante è che in questo caso, viene addirittura escluso il termine di ricerca per il quale si vorrebbe posizionare principalmente la nostra landing page.

Le mie conclusioni:

  • una rondine non fa primavera ma se un colosso del genere arriva a evidenziare questo fattore è il caso di pensare bene a cosa abbiamo scritto finora;
  • non inventatevi copywriter diventatelo: studiate linguistica, semantica, semiotica, neuromarketing, statistica e matematica. Noi siamo complessi ed esigenti. Basta testi fuffa;
  • Searchmetrics non racconta solo ciò che riguarda i contenuti. La struttura tecnica del sito, la link building fatta bene, l’analisi dei dati è fondamentale.

Se hai qualche curiosità, ti andrebbe di approfondire, vorresti altri contenuti utili, che aspetti? Scrivimelo nei commenti, mi piace esserti di aiuto! Si cresce sempre rispondendo alle domande.

E buon SEOSPIRITO!

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Giulia Bezzi

Giulia Bezzi

SEO SPECIALIST - WEB REPORTER - SPEAKER - DOCENTE

Sono una imprenditrice, la mia società si occupa di SEO per molteplici brand.  Nel mondo SEO sono stata definita "bug di sistema" forse perché vado ben oltre quel mondo, i miei occhi sorridono quando vedo una strategia di insieme.   Mi piace diffondere la cultura digitale ed è così che è nata la figura del WEB Reporter: racconto la storia di eventi e corsi di marketing e comunicazione online per andare oltre al programma, andando dietro le quinte, analizzando gli interventi e il messaggio che vogliono comunicare, compreso i feedback dei partecipanti.  Dico sempre che la mia vita non conosce la discesa ma mi alleno a non sentire troppa fatica in salita. Amo "Il profumo" di Suskind e odio l'invidia, provoca solo danni. Quando mi arrabbio mi arrabbio forte ma so amare all'infinito.

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