Pochi giorni fa si è conclusa la mia prima tappa del WEBAGEL, corso nel quale ho spiegato “perché essere posizionati nei motori di ricerca” invece che raccontare nello specifico cos’è la SEO, la differenza con la SEA, keywords e altri paroloni magici.

Ho voluto preparare un intervento di questo tipo perché sono convinta non ci sia ancora la piena consapevolezza di ciò che significa non esistere su Google.

Perchè, essere posizionati nei motori di ricerca, è fondamentale e non basta più avere due paginette che spiegano chi siamo, dobbiamo lavorare bene e continuamente sul nostro sito se vogliamo differenziarci dagli altri. Mi sono potuta permettere una lezione di questo tipo sapendo di avere accanto a me altri 4 relatori che avrebbero fornito ulteriori prove dei concetti da me espressi.

Volevo far riflettere e non riempire la testa di tecnicismi che dovrebbero essere realmente lasciati a noi consulenti. Ci sono riuscita perché alla fine, durante la pausa caffè, i corsisti mi hanno ringraziata per avergli fatto comprendere di aver sottovalutato il problema.

Ho volutamente spiegato che gli algoritmi sono stati creati per fornire il miglior risultato all’utente e che, le regole di buonsenso che applichiamo durante le ricerche, sono anche quelle utilizzate dagli stessi per premiare un contenuto e posizionarlo più in alto.

Ho esplicitamente dispensato consigli per smetterla di farsi bidonare dal cugino o il web masterino di turno che per 500 € posizionano un sito e di imparare a chiedere ciò che gli spetta: dagli account alle Analytics al report di posizionamento.

Non me ne voglia chi dice che le parole chiave sono morte insieme alle SEO: esistono e vanno tenute sott’occhio. Se si paga per essere posizionati si dovrebbe sapere come si è messi nella SERP e anche, a mio avviso, quali attività poter fare per sistemare situazioni instabili.

Sono uscita dall’aula soddisfatta e se vuoi leggere ciò che ho spiegato clicca “Introduzione alla SEO” e capirai di che cosa sto parlando.

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