Ciao, oggi ti racconto che cosa ho provato venerdì. Non ha nulla a che fare con la SEO, ma con la mia vita. Quella privata, generalmente raccontata in blog più personali, non certo qui dove si parla di “come essere primi nei motori di ricerca”.

Ma quando mi capitano cose belle, che lasciano sensazioni speciali per giorni, io te lo voglio dire. Perché sono anche questa e per me conta tu sappia che ho una vita, intensa ed emozionante, spesso in salita ma che ho le gambe allenate e nonostante la mia borsite soprarotulea al ginocchio destro non mi trova mai impreparata.

#iocorroperemily alla Venice Marathon, lo sai, te lo dico ovunque e spero tu abbia voglia di aiutarmi donando qualche tuo bel soldino, cliccando nella colonna di destra. Perché? E cosa c’entra venerdì? Parto da lontano, le storie vanno raccontate dal c’era una volta…

Ho una “sorella” ritrovata, si chiama Grace, una Donna con la D maiuscola, da quando ha 11 anni. L’ho conosciuta sui banchi di scuola, con il suo accento british, gli occhioni azzurri, lentiggini, frangetta e treccia. La Spinazza sapeva il fatto suo, amava e ama Joey Tempest al punto che imbrattava i miei diari di scritte e cuoricini e se ne usciva con delle battute spiazzanti. E poi, si va alla superiori, ci si perde. Ed è qui che inizia la nostra amicizia su Facebook.

Questo simpatico strumento che tanto conosco, ci ha permesso di “essere in contatto”: l’ho vista cantare, innamorarsi, lottare per i suoi ideali, sposarsi e mentre a me cresceva la panciona, ho visto la sua timida pancetta. Emma ed Emily hanno 10 mesi di differenza. Le loro iniziali sono le stesse, sono alte e bionde entrambe, sono belle di quella bellezza che tutte le mamme vedono nei propri figli.

Io postavo il piedino e Grace la sua manina tra le sue mani. Fino a quel giorno.

Emily Rose Marie è una bambina affetta dalla sindrome di San Filippo il cui sorriso illumina i nostri giorni, nonostante tutto. 

E così che apre la fanpage “A smile from a Rose“, la mia amica che correva veloce come il vento e che mi sembrava la più forte lo era davvero. Si è rimboccata le maniche e insieme al suo compagno di vita, Matteo, l’immancabile Zoe fedele cagnolina di Emily, ha chiesto aiuto. Leggi la pagina, iscriviti, e aiutaci. E siamo arrivati a venerdì.

a-gig-for-rose

Franca Pullia, una donna che sprizza dolcezza e amore da tutti i pori, ha raccolto tantissimi musicisti a cantare per Emily e per tutti noi. Una serata che ha permesso di raccogliere ben 3800 carezze, soldini che per la mia amica sono un supporto importante per le cure durante la crescita della nostra piccola fatina.

grace giulia chiara umberta

Grace ci chiama a raccolta ogni volta che può, una pizza tra amiche e all’ultima, prima del trial a cui partecipa Emily, ci ha detto “ragazze, ce la farò a sostenere la serata”. Sì, in cuor mio non avevo dubbi. L’ho vista cantare, sorridere, abbracciare, l’ho vista commuoversi con la leggerezza che sempre esprime. Unica, la mia donna vichinga. Il mio grande rammarico è stato non essere riuscita a concludere la serata. Ma ieri mattina, quando ho aperto la pagina di “A Gig for a Rose” ho rivissuto intensamente quelle 4 ore speciali. E volevo condividerlo con te.

 

Siete stati magici cari dispensatori di note e se noi essere umani, sapessimo impegnarci sempre così, il mondo sarebbe sensazionale. Grazie a tutti per questi ricordi.

Loro cantavano e suonavano con la gioia di esserci, di regalarci serenità e spensieratezza, vederci cantare, battere le mani e schioccare le dita a tempo. Voci dal cuore, accordi dall’anima, quanti baci al microfono per mamma Grace, papà Matteo e la sua piccola Donnina.

Ripeto che se servirà una mano per riorganizzarlo, io ci sarò. Immagino la fatica di Franca, anche se sono convinta da quello che ho letto nel suo profilo in questi giorni, sia stato tutto completamente dimenticato dalla scorpacciata di emozione di venerdì sera. Ed è così che chiudo, lasciandoti con le sue parole:franca pullia

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